Paolo Vino come Abramo Oldrini: ripartiamo dalla cultura
Paolo Vino propone di non svendere lo stabile che ha ospitato per decenni la Casa Albergo e di utilizzarlo come luogo di cultura e socialità. Si apre un dibattito articolato , quasi tutto all’ interno dell’ opposizione. La maggioranza, la cui politica amministrativa sta alla cultura come lo zabaione sulla zuppa di pesce, tace. Parlare di cultura per loro, è un impresa. Come scalare l’Everest a piedi nudi. La proposta del segretario dei Giovani Sestesi, in generale ha suscitato interesse e apprezzamento. Tuttavia c’ è stato chi ha visto questa proposta come la cancellazione della storia sociale di Sesto, chi ha proposto la casa di comunità, chi si è subito arreso. La domanda a cui non hanno risposto è: un centro di cultura è o non è un luogo di socialità, aggregazione e di risposte ai bisogni di crescita della città? Basta ricordare che Abramo Oldrini, appena eletto sindaco la prima cosa che fece fu il rilancio cultura della città, con le scuole civiche di pittura, danza e musica. Altri tempi? No altra ed alta politica.