L’aria di Sesto è diventata irrespirabile
Il guardiano del faro
Vivere a Sesto, è diventato un eufemismo. Ormai quel che resta è una città desolata e desolante. Sicurezza zero, cosi come la pulizia. L’ambiente è fortemente inquinato e inquinante. Allo storico e già grave attraversamento automobilistico che produce smog costante, bisogna aggiungere le scelte viabilistiche assurde, anzi la mancanza di controllo, l’anarchia che regna nella presenza dei cantieri, il restringimento delle carreggiate di maggior affluenza, il disordine nella sosta con doppie e triple file, l’assoluta mancanza in strada della polizia locale.
A Sesto si soffoca, non si respira. Ultimamente è stata realizzata una rete di piste ciclabili; alcune cervellotiche dovute alla mancanza di studi approfonditi non solo sulla rete viabilistica, ma soprattutto sulla morfologia e sulle caratteristiche della città. Facciamo due esempi; uno riguarda la ciclabile che da viale Gramsci, attraversa il Rondò transita per via Roma, via Breda e si interrompe bruscamente in via Morganti dove da sempre per le cose descritte è praticamente impossibile restringere per far posto alla viabilità protetta.
L’altra è quella sul cavalcavia Buozzi, una vera perla in termini di efficienza viabilistica e ambientale. Queste scelte sono ridicole e dannose. Esercitano sui ciclisti un danno alla salute, dovuto agli scarichi dei gas delle migliaia di automobili che transitano e che inquinano l’ambiente. Se questa è l’anticipo della Sesto Futura, è meglio chiudere i battenti. Da subito.
