E adesso il sindaco Roberto Di Stefano avrà il coraggio di farsi pure bello e si vanterà per le nuove misure sulla sicurezza che saranno messe in campo, grazie all’intervento del prefetto e del questore. Anzi, ha già iniziato a farlo pubblicizzando sui social “un incontro concreto e costruttivo che ha portato all’avvio di nuove misure operative per rafforzare la sicurezza in città, in particolare nelle aree più sensibili”. Peccato che tutto questo sia avvenuto in netto ritardo e non certo per colpa delle autorità prefettizie e per le forze dell’ordine, bensì per sua precisa responsabilità. Fingendo durante questo periodo che tutto andava bene, ha permesso alla microcriminalità (e qualcosa di più) di mettere sempre più piede a Sesto, fino a trasformarla in una città totalmente insicura e allo sbando.
Già perché per due anni Di Stefano ha speso il suo tempo a fare le pulci e ad attaccare il collega Beppe Sala proprio sul tema sicurezza di Milano e nel frattempo non si è accorto di quanto stava succedendo nella nostra (che è anche la sua) città. Non solo, ha pure continuato a vantarsi a ogni denuncia fatta che a Sesto chi delinque non è il benvenuto e che questa è una città a tolleranza zero, slogan che sono diventati una barzelletta. Perché a Sesto chi delinque ha proprio trovato terreno fertile per farlo con sempre maggiore arroganza.
E ora, come se tutta questa situazione di degrado e di pericolo fosse il frutto di una settimana un po’ più sfortunata delle altre, ha deciso di prendere carta e penna e di scrivere al prefetto, chiedendo aiuto. Caro sindaco, glielo ripetiamo ancora una volta nel caso fingesse di non averlo capito: è in ritardo di due anni. Ha voluto negare l’evidenza come se nascondere le criticità che erano sotto gli occhi di tutti sarebbero per incanto scomparse. Così non è stato, anzi si sono moltiplicate e la responsabilità di questo è ben chiara. Non si amministra una città complessa come Sesto con la superficialità e la propaganda. Sindaco, invece di andare a Pontida ridendo e indossando una maglietta da bambino dell’asilo con sopra scritta “Fuck comunism” si preoccupi di come la sua visione politica ha portato Sesto a diventare una realtà fuori controllo, in cui i suoi cittadini hanno paura a uscire la sera.
Sempre in un recente post sui social, Di Stefano spiega che “Non siamo più di fronte a semplici problemi di sicurezza urbana, ma a fenomeni complessi che richiedono risposte forti e coordinate. Serve fermezza, serve continuità”. Ma i fenomeni complessi non spuntano come funghi in una notte. I fenomeni complessi, come li chiama lui, hanno bisogno di terreno fertile per crescere e svilupparsi nel tempo. Quel tempo in cui lui evidentemente guardava altrove. Inoltre quando le forze di minoranza gli hanno a più riprese segnalato la deriva, il sindaco (e la sua amministrazione) le ha sempre snobbate. Ci verrebbe da chiedergli di dimettersi, ma sappiamo che non lo farà mai. Eppure se avesse anche verso i suoi errori quella stessa tolleranza zero che tanto decanta, sarebbe l’unico passo che dovrebbe compiere.
