Finalmente il sindaco si è svegliato sul tema sicurezza
PUNTO DI VISTA
Quando la comunità si organizza e manifesta, è sempre positivo. Siamo davanti a un esercizio che rafforza la democrazia, è la forma più concreta di partecipazione attiva. Ecco, perché riteniamo estremamente positiva la costante mobilitazione dei cittadini del Rondò, di piazza Trento e Trieste, di via Firenze e delle zone limitrofe, sul gravissimo problema della mancanza di sicurezza che affligge la zona in particolare e la città in generale. Le loro voci e il loro manifestare ha spinto forze politiche addormentate a svegliarsi e a mettere in agenda questo tema.
La stessa amministrazione comunale, in particolare il sindaco che ha sempre negato qualsiasi problema, ha dovuto far ricorso al Prefetto, chiedendo aiuto dopo che la città gli è sfuggita di mano. Sesto vive una realtà drammatica, dove alla delinquenza comune si aggiunge quella organizzata che gravita intorno alla droga e addirittura come ha scritto l’assessore Lamiranda, alla presenza del racket. I trionfalismi di Di Stefano, che celebrava i primi cento daspo con la torta verde insieme al comandante dei vigili urbani dell’epoca, all’allora assessore alla Sicurezza e al presidente del consiglio comunale Fiorino, sono andati a farsi benedire.
Il problema è serio, anzi serissimo e va affrontato e risolto in termini amministrativi con scelte politiche che vadano oltre l’ordine pubblico e che siano in grado di ridare vivibilità sociale, culturale ed economica a questa zona e all’intera città. Il resto è solo fumo, purtroppo acre e tossico.
