Quanta tristezza per questi politici che fanno folklore
ASTERISCO
Vedere amministratori pubblici saltare come grilli tarantolati durante manifestazioni pubbliche, siano esse istituzionali o di partito, è semplicemente disgustoso. Il rispetto della carica che ricoprono è l’essenza della democrazia. È un affronto non solo al buon gusto, ma ai cittadini che si pretende di rappresentare.
Non stiamo parlando di sacralità cupa e sacrale, quasi mistica dell’istituzione in cui si è impegnati. No, è esattamente il contrario. La serietà e il rispetto sono la dimostrazione che quella casa del cittadino, può veramente contare su un difensore e interprete di tutta la popolazione. Libero Biagi, storico sindaco di Sesto San Giovanni, faceva suo un vecchio detto: “Lo stile è l’uomo” e aggiungeva: “Chi ha l’onore di rappresentare le istituzioni, ha il dovere di farlo sempre e dovunque”. Questo vale, anche e soprattutto, per chi aspira a candidarsi ad occupare ruoli amministrativi e governativi.
Si può concretamente sostenere la causa per cui si manifesta, senza scendere a trasformare un corteo in una tarantella. Si racconta che Austen Chamberlain, uomo politico inglese che visse tra il diciannovesimo e ventesimo secolo, quando Lloyd George decise di dare un’impronta anticonformista alla politica inglese, contro lo stile un po’ conservatore, gli si rivolse in questo modo. “Non è proibito a un uomo politico inglese avere del genio; ma non ci piace che, per dimostrarlo, porti i capelli lunghi”.
