La rincorsa spasmodica al consenso dell’elettore mediano, o la voglia di bollare come eretiche quelle posizioni che non obbediscono ai tradizionali canoni politici, sta producendo reazioni scomposte. Soprattutto in chi una collocazione molto polarizzata ce l’ha per esperienza e storia.
Assistiamo alla continua esaltazione di un passato che, in quanto tale, non esiste più. Quando gli stessi i partiti provano a cercare vie alternative, il loro dio ce ne scampi, producono scelte aberranti, come il lancio di un candidato sindaco tramite un fugace post su facebook.
La mia personale impressione è che, a guidare i Partiti a Sesto San Giovanni, a destra come a sinistra, non ci siano “vecchi” ma, semplicemente, persone che pensano vecchio. L’attuale Segretaria politica del PD Schlein, vinte le primarie del suo partito disse:” Non ci hanno visti arrivare”. Di orbo in orbo si arriva nella nostra città, dove si sono sottovalutate le differenti capacità di linguaggio e la permeabilità dell’elettorato alle diverse proposte politiche.
Non ho mai amato il personaggio ma, la sua definizione “i muri sono i libri del popolo” mi ha sempre trovato d’accordo. Il senatur, (Umberto Bossi), non difettava certo di capacità comunicativa. Un manifesto o un graffito non sostituiranno mai la preparazione accademica o un salda base culturale ma, ignorare, snobbare e recriminare sugli altri strumenti che non si comprendono, è per me un chiaro segnale di insensibilità e ignoranza.
Proviamo a pensare se qualcuno volesse fare campagna elettorale evitando social e televisione, significherebbe ignorare i muri virtuali che la rete mondiale ha messo a disposizione di tutti.
I social e internet in generale ha dato voce anche agli estremisti e complottisti più imbecilli, credo che su questo si possa essere tutti d’accordo ma, la strada giusta non è ignorare o deridere lo strumento.
I cittadini sestesi di Paolo Vino, dai muri dei nostri quartieri sono approdati nelle piazze con i loro gazebo, di proposta, di ascolto o semplicemente di incontro con una realtà, quella di Sesto san Giovanni che, ha paura di frequentare, non solo per le critiche che riceverebbe, anche chi ci amministra.
I Cristiani tramutarono la parola eresia, utilizzata e tradotta tale e quale dalle lettere di San Paolo, in un termine dispregiativo. Anzichè attribuirgli il suo significato originale,(per quel contesto), ovvero semplice “posizione”, preferirono relegare le idee diverse dalle loro come false, blasfeme, eretiche diremmo oggi.
Non vedremo Vino torturato dall’inquisizione per rimangiarsi la sua propaganda elettorale. Una cosa però è certa, la mano tesa e respinta dall’assessore Lamiranda, che lamentava giustamente di essere stato minacciato sui social, ha fatto capire a tutti chi cerca solo qualche like di commiserazione e chi, della vittima, non ne ha proprio le phisique du role.
Nell’attesa che i cerimonieri terminino i loro rituali pre elettorali, credo sia davvero incredibile criticare chi ha fatto una scelta diversa anche se non è il candidato che tu voteresti. Tra statisti incompresi, quelli che sanno sempre cosa fare ma non ci mettono mai la faccia in prima persona, e attendisti scendiletto, preferisco comunque l’eretico di turno.
Eros de Noia
