Pronto a scrivere anche a Mattarella per difendere Sesto
EDITORIALE
Stanno davvero esagerando. Amministrare una città non significa sottometterla alle proprie idee e con un colpo di spugna pensare di cancellare l’identità di una città come Sesto San Giovanni che ha una storia di valore assoluto. Il sindaco Di Stefano e la sua giunta si comportano in maniera sempre più arrogante come se Sesto fosse di loro proprietà, un gioco che ora hanno in mano loro e quindi possono stravolgerlo a piacimento. I comportamenti che stanno tenendo sono ogni giorno di più discutibili (e questo sarebbe anche il meno) e autoritari di chi non rispetta niente e nessuno. Fanno e disfano a loro piacimento, dimenticando che rappresentano tutti i sestesi e non solamente quelli che li hanno votati. Si chiama rispetto del ruolo istituzionale che si va a ricoprire. Ci si leva la maglietta del partito e si indossa una fascia tricolore, è molto semplice.
E invece no. Questa giunta non amministra, ma comanda e la differenza è abissale. Basti pensare all’ultimo incredibile comportamento messo in atto con la rimozione dei pannelli riportanti gli articoli della nostra Costituzione che da anni campeggiavano in città. Cartelloni che evidenziano i valori della nostra Repubblica e il rispetto che Sesto San Giovanni, medaglia d’oro al valor militare ricordiamocelo, ha da sempre incarnato con grande orgoglio e sacrificio. E ora, questa il sindaco Di Stefano e la sua maggioranza li tolgono così, senza alcuna spiegazione o motivazione, ammesso che ne possano essere di valide.
Voglio pensare e sperare che sia solamente una scelta momentanea (e che ripeto andava comunque spiegata ai sestesi perché, caso sindaco, i social non esistono solo per farci sapere che a Trani o a Bologna o in qualche parte sperduta dell’Italia c’è uno straniero che delinque, ma soprattutto per aggiornare i suoi cittadini di quanto avviene nella nostra Sesto), ma siccome il timore che sia l’ennesimo gesto di spocchioso di chi si sente “padrone della baracca”, ho preso carta e penna e scritto all’assessore Loredana Paterna per avere ragguagli su questa vicenda. Mi auguro che a stretto giro di posta possa arrivare una risposta soddisfacente, perché se così non fosse sono pronto a scrivere anche al nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, segnalando lo scempio che si sta compiendo nei confronti della nostra Costituzione, un documento solenne che va onorato e non archiviato.
La nostra Sesto San Giovanni ha una dignità, una storia e una identità che va difesa e protetta con tutto il cuore e la passione possibile. Se qualcuno pensa di trasformarla in un luogo periferico qualsiasi di Milano non solo si sta sbagliando, ma dimostra di non voler bene alla città e non merita di rappresentarla e amministrarla. La linea politica di questa giunta è ben chiara da tempo, ma ora sta superando ogni limite di tolleranza. Rivogliamo la cartellonistica in strada che ci ricordi gli articoli della Costituzione, principi fondamentali che non possono essere rinchiusi in qualche scantinato o, ancora peggio, buttati in discarica.
