Gli impianti sportivi cadono a pezzi Ma l’amministrazione pensa a fare festa
Le criticità sono tantissime e sotto gli occhi di tutti. Ma il sindaco ancora una volta pare non accorgersi
E hanno pure organizzato la Festa dello Sport, con quale coraggio lo sa solo questa amministrazione. Già, perché come un caterpillar il sindaco Roberto Di Stefano (che si è tenuto la delega, quasi a dire “ci penso io, tranquilli”) e la sua giunta vanno avanti come se nulla fosse, fingendo che a Sesto San Giovanni lo sport e le sue strutture siano fiori all’occhiello. Chissà, magari sì stanno ancora gongolando perché nel 2022 gli era stato conferito il titolo di “Città Europea dello Sport”, ma qualcuno dovrebbe fargli pur notare che siamo nel 2025 oramai da nove mesi. Viene difficile credere che non si rendano conto del malcontento che serpeggia tra i sestesi quando si parla di questo tema. Non basta bearsi di qualche successo qua e là di singoli atleti o di singole squadre per dire che lo sport a Sesto è in salute.
Ci sono decine di situazioni che vanno a rotoli, ma il disinteresse è lampante. Non stiamo a spendere parole sulla piscina Olimpia che altrimenti si dovrebbe scrivere un romanzo, facciamo qualche altro esempio, come il campo Falck più simile a una foresta o a un campo di patate abbandonato a sé stesso con promesse di rilancio sempre non mantenute. E qualora quest’anno fosse la volta buona sarebbe comunque troppo tardi. E che dire del campo da basket di Spazio Arte? Forse siamo noi a non capirne la genialità perché quando piove si allaga e diventa una piscina per fare pallanuoto oppure un bel giretto con la canoa.
Non vi basta? Va bene, proseguiamo. Il Geas Basket femminile da sempre è un vero e proprio vanto per la città fin dagli anni Settanta quando addirittura vinse la Coppa Campioni. Dopo un periodo di difficoltà ha ritrovato forza e sinergie per tornare in serie A1 da protagonista. Ma se si vuole andare ad applaudire le nostre ragazze si deve andare a Cinisello Balsamo. Già, perché le partite casalinghe le gioca nel Comune limitrofo. È accettabile che una città con quasi ottantamila abitanti non abbia un palazzetto omologato per la massima serie? No, per nulla, anche perché lo ribadiamo la pallacanestro oltre a essere uno dei tre sport nazionali per eccellenza da noi ha un passato che va valorizzato.
Lo sport però non è qualcosa che interessa solamente l’attività fisica dei giovani e degli adulti diciamo fino ai cinquant’anni. In alcune discipline ha anche una valenza sociale importante. Pensiamo alle bocce che interessano la cosiddetta Terza Età. Un modo per rimanere reattivi, stare in compagnia, spendere le giornate in maniera sana. Già, andatelo però a dire a chi frequenta il bocciodromo della Rondinella e quello della Falck in via General Cantore, che oltretutto collaborano con le scuole per insegnare questa disciplina ai ragazzi. Strutture piene zeppe di problemi sia per quanto riguarda le piste che per i servizi esterni come i bagni e gli spogliatoi.
E potremmo andare avanti con tanti altri esempi, ma non serve a nulla se poi non c’è la volontà politica di rendersi conto che queste situazioni sono reali e vanno corrette. Invece regna l’indifferenza e se si prova a sottolineare si viene tacciati come disfattisti. Peccato che qui quello che si sta disfando è lo sport cittadino. E quando si proverà (se si proverà) a porvi rimedio arriverà il politico della maggioranza di turno a farsi pure bello, invece di chiedere scusa per il ritardo. Nello sport si dice non conta vincere, quel che conta è partecipare. Va bene, ma per farlo servono strutture adeguate. Altrimenti si perde senza nemmeno iniziare la partita.
