Peggio di così non si poteva iniziare
EDITORIALE di Paolo Vino
Manca un anno e mezzo, settimana più settimana meno, e se a tale distanza di tempo si incomincia in questo modo si può già affermare che peggio non poteva iniziare. Nei giorni scorsi, infatti, ho registrato uno di quegli atti vandalici sempre da condannare e a maggior ragione ora che, di campagna elettorale non si può di certo parlare. Ma per qualcuno evidentemente non è mai troppo presto per mettere in mostra la propria imbecillità. Ecco cosa è successo: la classica mano anonima ha pensato bene di strappare uno dei miei manifesti, deturpando di fatto il messaggio che veicolo e a nome di chi. Uno potrebbe azzardare a dire? Per così poco, dai. No, non assolutamente poco, invece, perché siamo davanti a un segnale inequivocabile: quello di un’intolleranza nei confronti di chi civilmente la pensa in maniera diversa.
Questi atti di mancanza di rispetto verso il pensiero altrui solitamente si inasprisce maggiormente a ridosso del voto. Resta sbagliato e da condannare, perché è un tentativo di recuperare miseramente anche l’ultimo dei voti cercando di non far passare il messaggio politico altrui. Ma quando un atteggiamento del genere viene messo in pratica con così tanto anticipo viene da pensare due cose. La prima è che siamo sulla giusta strada se cercano fin da ora di imbavagliarci e questo ci riempie d’orgoglio e di entusiasmo per proseguire nella nostra battaglia politica. La seconda, invece, è che è in atto un preciso e calibrato piano: non si deve mai esprimere un dissenso anche in maniera civile e legale come un manifesto. Tutti zitti e allineati per cinque anni e guai a provare a disturbare il conducente.
Ora è chiaro che non sto pensando a un mandante politico specifico in quel gesto vigliacco (a proposito, sento esponenti di maggioranza che si gonfiano il petto perché ci sono telecamere ovunque eppure atti vandalici e situazioni di violenza si registrano in continuazione e nessuno viene mai raggiunto successivamente per pagare per le sue responsabilità) però rifletto sulle parole dell’assessore Giovanni Fiorino che sui miei social ha commentato l’episodio in questo modo: “Pur condannando questi gesti privi di ogni logica mi permetto solo di dire: siamo sicuri che si tratti di lotta politica? Non voglio credere che si arrivi ad un confronto così basso”. Ringrazio Fiorino per la solidarietà (l’unico del centrodestra a essersi esposto, ma purtroppo registro anche il silenzio delle opposizioni, il che mi sembra davvero grave), però la sua domanda è fuori luogo. Non si può iniziare a dubitare o a insinuare che qui ci si indigni in maniera esagerata. Qui c’è solo da dire: certi episodi non devono avvenire. Punto e basta.
Rivolgo io una domanda a Fiorino, che potrei estendere a tutti gli esponenti della maggioranza. Poniamo che una situazione simile avesse riguardato un manifesto esposto da loro per pubblicizzare una qualsiasi iniziativa, che reazione avrebbero avuto? Già me li vedo i post di condanna e la valanga e gli insulti a raffica verso la mano anonima che come minimo ne avrebbero chiesto l’amputazione. Se vogliamo il rispetto dei sestesi, se lo vogliamo tutti, dobbiamo iniziare a dimostrarci noi delle persone civili e prendere fin da subito una posizione netta contro questi atti. Indipendentemente da chi li subisce.