ASTERISCO
Candidati sindaco, tanti nomi e tanta confusione
A proposito del futuro candidato sindaco, a destra in apparenza tutto tace ma la competizione è altissima. Nelle ultime settimane al consolidato ma non ramificato protagonismo dell’esponente di FdI, l’assessore Lamiranda, fa da sponda quello dell’assessore Lanzoni, ex fedelissimo di Caponi, poi passato alla corte del sindaco uscente, con la sua Amiamo Sesto. Lanzoni dopo un periodo sabbatico è tornato attivo sui social e in città, dichiarando guerra ai carrelli, promuovendo la distruzione di un’aiuola per “problemi di sicurezza” ecc. Si vocifera che stia contattando persone, per invitarle a far parte di una sua lista. Decisamente più centrato il comportamento dell’assessore Fiorino, segretario cittadino di FI, che cerca di dare sostanza alle sue ambizioni con una politica sulle grandi cose, ma in realtà parte dall’handicap della scarsa pulizia della città. C’è infine Davide Coccetti leghista e presidente del consiglio, sostenuto da Di Stefano e dalla potentissima Silvia Sardone.
Sul fronte opposto due le questioni irrisolte; una riguarda la pretesa del Pd, partito che ha inventato le primarie e che ora a Sesto non le vuole, irritando fortemente gli alleati. L’altra riguarda i candidati in campo. Il Pd ha proposto l’ex vicequestore Paola Morsiani definendola una figura autorevole, risposta alla richiesta di sicurezza avanzata dai cittadini, ma poco conosciuta e senza esperienza politica. C’è poi Paolo Vino, conosciuto in città e con esperienza amministrativa, rafforzata dall’impegno politico. A oggi, delle altre forze che compongono la coalizione, c’è solo la volontà di arrivare alle primarie. Insomma, una situazione kafkiana che rende impotente la loro azione politica.
