La città va a fuoco e anche noi abbiamo chi suona la lira
IL GUARDIANO DEL FARO
Si racconta che Harold Macmillan quando era Primo Ministro inglese si ritrovò a che fare con molti politici imbarazzati per le accoglienze entusiastiche che i londinesi avevano riservato al maggiore sovietico Gagarin, il famoso e primo astronauta al mondo lanciato nello spazio dopo la celebre Laika, che difatti gli aprì la strada. Macmilian disse: “Sarebbe stato doppiamente imbarazzante se i russi ci avessero mandato la cagnetta”. Si può tranquillamente far proprio questo aneddoto per cercare di capire la politica in generale e quella sestese in particolare.
Politica senza spessore che si parla addosso e non vede la di là e al di fuori del chiuso delle proprie sedi. Sesto è attraversata da un profondo cambiamento, una trasformazione mal governata, anzi non governata che sta svilendo ruolo e anima della città. Su Sesto sta calando una colata di cemento ingiustificata e ingiustificabile e che renderà ancora più gravi i problemi di vivibilità, dell’ambiente, della pulizia e della sicurezza. Su questi temi non c’è governo, così come non c’è governo sulle politiche sociali destrutturate e in gran parte distrutte. Sesto vive una situazione di attiva agonia, con una maggioranza che esercita politicamente il potere della forza dei numeri e non la forza della politica. Nel frattempo, nel centrosinistra che avrebbe il dovere di rappresentare la svolta, c’è chi vuole esercitare l’esame del sangue sui partecipanti al tavolo delle trattative. Mentre Roma bruciava, Nerone suonava la lira. Noi non abbiamo Nerone e non siamo a Roma, ma abbiamo solo qualche piccolo suonatore ambulante e una città sempre più quartiere di Milano. Milanosesto docet.
