LA POLTRONA DEL DENTISTA
I candidati sindaci iniziano a spuntare come funghi
Come nel gioco delle tre carte, si palesa la volontà di partiti e movimenti di posizionare propri uomini per la corsa a sindaco della città. Manca poco più di un anno, ma la frenesia e l’ambizione personale spesso costruita sul nulla, la fanno da padrone.
Il rischio di un gioco al massacro è alto, ma sembra che ai diretti interessati non preoccupi più di tanto. Eppure, come diceva Andreotti “Chi entra Papa esce cardinale”. Una massima che se fossimo nei panni degli aspiranti alla carica di primo cittadino, terremo in grande considerazione.
È già successo in passato che chi si sentiva già seduto dietro la scrivania che fu di Abramo Oldrini, si sia dovuto ritirare in buon ordine prima di scendere in campo. Purtroppo, spesso l’incapacità politica, confonde l’articolazione delle idee e quindi delle proposte, con una competizione fratricida che si sviluppa come una scialuppa in un mare tempestoso. Questo vale a sinistra come a destra.
Da una parte oltre all’ambizione personale dell’assessore Lamiranda di FdI, del collega di giunta Fiorino alquanto azzoppato dalla gestione dei rifiuti e della pulizia, c’è il leghista Coccetti legato l’europarlamentare Silvia Sardone. Lo specchietto per le allodole lo fa Nicosia presidente della Fondazione Pelucca. Sull’ altro fronte nulla di nuovo, resiste la candidatura di Paolo Vino sostenuta dai Giovani Sestesi, Italia Viva, Azione e Lista Popolare per Sesto, affiancata da quella di Paola Morsiani sostenuta per ora solo dal Pd. Troppi nomi per un posto solo, che dimostra la totale distanza tra i bisogni della città e la politica. E allora un bel pomeriggio sotto il trapano del dentista e senza anestesia per i responsabili politici.
