PUNTO DI VISTA
La propaganda dei politici e le loro figuracce
Quando la propaganda diventa l’unico strumento politico, il rischio della figuraccia si nasconde l’angolo. Viviamo in un ‘epoca dove all’analisi politica si preferisce la performance personale, spesso guarnita da un insieme di flati di stomaco che ostruiscono il cervello. Personale politico, mass media e intere comunità che si sollazzano nel fango dell’insulto e della prosopopea elevati a concetti. A questo ci siamo ridotti.
Un’alterazione dell’intelligenza, anzi la conferma della mancanza totale di quest’ultima. Viene da dire povera politica, finita in mano a questuanti della notorietà e della cadrega, come si definisce la poltrona a Milano.
Questa specie, alle figuracce riesce sempre a rispondere con altre figuracce in un’imbarazzante escalation del nulla, che purtroppo non nuoce solo a loro (magari fosse così) bensì all’intero Paese. Questi personaggi si sentono dei piccoli Mazzarino, senza conoscere l’uomo e la storia e soprattutto senza sapere della scarsa considerazione, che questo cardinale e uomo politico italiano, aveva in terra francese. Tant’è che quando morì un funzionario ne diede notizia a Re Luigi XIV in questi termini: “Maestà, il cardinale ha or ora reso l’anima a Dio”. E un cortigiano presente osservò con prontezza “Sire, io dubito che Dio l’abbia accettata”.
