Sardone gira un video per il poliziotto poi lo fa sparire facendo finta di nulla
Avete presente quando i bambini mettono il dito nella marmellata e poi per non fare vedere che l’hanno rubata lo nascondono rapidi dietro la schiena con un movimento goffo? Ecco, la nostra concittadina europarlamentare della Lega Silvia Sardone si è comportata nell’identico modo, andando incontro a una figuraccia finita su tutti i giornali e ripresa anche da trasmissioni televisive come “diMartedì” sul La7, condotta da Giovanni Floris. Della serie: quando la pezza è peggio del buco.
Spieghiamo. All’indomani dell’omicidio nel bosco di Rogoredo del 28enne pusher marocchino Abderrahim Mansouri a opera di Carmelo Cinturrino, 41 anni, assistente capo della squadra investigativa del commissariato Mecenate, e della sua successiva iscrizione nel registro degli indagati per omicidio volontario, cosa ha pensato bene di fare Sardone? Semplice: quello che le riesce meglio. Partire con un’invettiva delle sue dove si spara a zero senza un minimo di cautela e di conoscenza dei fatti, giusto per fare propaganda, parlare alla pancia della gente e magari raccattare un futuro voto in più. E così l’ex moglie del sindaco Di Stefano si è recata davanti al commissariato di Mecenate per girare un video in cui, con i suoi soliti toni aggressivi e accusatori di chi ha sempre la verità in tasca, si è scagliata contro la decisione di indagare il poliziotto e l’ha difeso a spada tratta dato. Per lei compiere accertamenti era superfluo.
Ecco alcuni dei passaggi chiave: “Giù le mani dalla polizia. Sono qui per ribadire al poliziotto che siamo totalmente dalla sua parte, anzi per quanto mi riguarda meriterebbe un premio per il suo intervento”. Esatto, ha detto proprio così: meriterebbe un premio. E già così farebbe ridere, ma poi ancora: “Invece è indagato assurdamente per omicidio volontario, speriamo che l’inchiesta vada velocemente verso l’archiviazione (…) Il poliziotto costretto a reagire per la minaccia di un criminale. Il nuovo pacchetto di sicurezza voluto dalla Lega prevede una norma per evitare indagini automatiche per gli agenti che si difendono (…) Ma poi cosa avrebbe dovuto fare? Chiedergli: scusa mi stai puntando una pistola addosso? È vera o finta?”. Il tutto postato sui suoi social per far vedere quanto lei sia determinata quando crede in qualcosa.
Poi però sappiamo tutti cosa è successo. Le indagini hanno evidenziato che il pusher non era armato, che è stata creata una messa in scena anche abbastanza superficiale e che il poliziotto a quanto pare da tempo avrebbe usato la sua divisa per affari illeciti. Insomma l’omicidio sarebbe proprio volontario. A questo punto Sardone cosa fa? Un altro video dove fa un passo indietro, ammette di essere stata precipitosa e condanna fermamente l’operato del poliziotto? Tutto sommato le avrebbe anche fatto onore. Invece no, nasconde rapida il dito sporco di marmellata dietro la schiena e toglie il filmato dai social. Peccato per lei che in molti l’avevano già salvato e quindi l’hanno ripostato a nastro.
Due riflessioni finali. La prima: il poliziotto avrebbe inquinato la scena del delitto appoggiando vicino al cadavere un’arma che non c’era, mentre la Sardone fa sparire il video fingendo di non averlo mai girato. Non trovate una similitudine nel comportamento? La seconda. Lei grida sempre che le donne islamiche non devono nascondere il volto dietro a un burqa e poi che fa? Toglie dai social il filmato e di fatto si nasconde anche lei. Che figuraccia. Non tanto (o meglio, non solo) per i contenuti del video, quanto per la velocità con cui li ha negati. Noi fossimo amici della Sardone un po’ di dubbi sulla sua lealtà, e non sulla sua convenienza, ci verrebbero.
