ASTERISCO
Sempre più confusione tra ciò che è effimero e ciò che è sostanza
L’immobilismo politico presentato e ostentato come protagonismo attivo. È questo il succo della politica cittadina. La totale assenza di capacità politica fa diventare straordinaria una normale gestione amministrativa e presenta come eccellenti uomini politici, personale di seconda se non di terza fila.
Una situazione che spinge alla spontaneità, caratteristica iniziale di movimenti e comitati vari che sorgono a fronte di determinati problemi che pesano sulla vita quotidiana di ognuno; una spontaneità che non è mai pura, perché anche se parte in una direzione consapevole diventa incontrollabile per sua stessa natura. In essa manca la capacità di una lettura ampia e articolata dei fenomeni e soprattutto la capacità di sintesi e direzione politica.
Sentire ancora oggi dire da parte di partiti e movimenti politici radicati sul territorio: “Avviamo una fase d’ascolto con la città”, non è altro che la conferma del fallimento della propria azione e della delega alla spontaneità che, appunto, porta altro che fallimento politico.
L’azione dei partiti e dei movimenti deve essere di direzione politica, di far diventare proposta la protesta, di indirizzare in un programma di sintesi e di azione, il processo di sviluppo che porti dalle idee alla sostanza. Siamo giunti al punto che la sostanza viene confusa con l’effimero.
Si racconta che Papa Roncalli (Giovanni XXII) quando era Nunzio a Parigi fosse costretto a partecipare a numerosi ricevimenti. Un giorno, scorgendo tra gli invitati donne belle ed eleganti fece questo commento: “Il problema di questi incontri è che se arriva una signora che indossa un vestito con una scollatura audace, tutti fissano me per vedere se io la guardo”. La sua era sottile ironia, che centrava il problema: la confusione tra l’effimero e la sostanza.
