Non chiude solamente una libreria, bensì un presidio culturale
PUNTO DI VISTA
La notizia è di quelle che non avremmo mai voluto sentire: chiude i battenti la storica libreria Tarantola, un’eccellenza non solo sestese ma di tutto il Paese. Stiamo parlando di un luogo di iniziative e divulgazione culturale davvero notevole, un centro di vita vera, dove si sono alternati scrittori, poeti, uomini politici, e il gotha della cultura italiana. Non passava settimana senza che ci fosse un’iniziativa in grado di attirare decine, anzi spesso centinaia, di persone.
La sua chiusura rappresenta un’ulteriore ferita in un contesto, dove la vita culturale è diventata il crepuscolo della città stessa. Con la sua attività, la libreria Tarantola ha tenuta accesa la fiammella della speranza, ha costruito un vero ponte di attività culturale alla portata di tutti. Nel tempo qui ognuno ha trovato il suo spazio. Che fosse un amante del giallo, della narrativa in genere, dello sport, della musica, del teatro, in quel luogo chiunque si sentiva a suo agio. Si otteneva una risposta a ogni esigenza, interesse e curiosità. Con questo triste epilogo, al di là delle stesse motivazioni, si chiude il cerchio sul declino di Sesto, sempre più dormitorio, sempre più colpito da fenomeni delinquenziali. La sua saracinesca abbassata è una sconfitta per tutti. Non resta, un po’ malinconicamente, che ringraziare di cuore Giorgio e a Roberto per il servizio fornito in tutti questi anni alla città.
