Dalla Germania arriva un monito Pd attento: non si scherza col fuoco
Il recente risultato emerso dalle elezioni regionali del Land tedesco della Sassonia-Anhalt deve essere un monito ben preciso anche per il centrosinistra italiano e, nel particolare, per la realtà di Sesto San Giovanni. Il trionfo senza precedenti del partito di estrema destra Alternative für Deutschland, più comunemente chiamato AfD, che ha raggiunto il 43,8% non può lasciare indifferenti. La destra estrema avanza un po’ ovunque e anche da noi le proiezioni di Futuro Nazionale e del suo leader Vannacci non lasciano tranquilli. Se qualcuno a Sesto San Giovanni pensa di poter dormire sonni tranquilli forte di una percentuale che al momento lo premia, questo è il modo migliore per scavarsi la fossa. Sottovalutare certi segnali sarebbe gravissimo.
Per dirla fuori dai denti, si sa che il Pd nella nostra città ha un bacino di elettori superiori a tutti, ma se non li saprà far fruttare si dovrà prendere tutta la responsabilità di consegnare per il terzo mandato consecutivo l’amministrazione di Sesto al centrodestra. E questa volta il primo elemento di questa parola composta (centro) peserebbe davvero molto meno rispetto al secondo (destra). Tradotto, Sesto San Giovanni, Medaglia d’Oro al Valore Militare, per il contributo eccezionale dato alla lotta di Liberazione nazionale, rischia seriamente di ritrovarsi governata davvero dalla destra. A quel punto sai che bella soddisfazione poter rivendicare di essere il primo partito in assoluto in città (ammesso che poi lo sia ancora).
Non ci stancheremo mai di dirlo, serve una sintesi e non una prova di forza. Oltretutto, sempre nei giorni scorsi, da Cernobbio è arrivato un nuovo monito che deve far tenere le antenne ben dritte. La platea degli imprenditori ha, infatti, promosso con il 68% il governo Meloni e bocciato con l’83% l’operato dell’opposizione. Insomma, il campo largo non incontri i favori e a non convincere sono le loro proposte. Il motivo è sotto gli occhi di tutti. Da tempo il centrosinistra si ostina a dire “prima il programma poi la leadership”, ma di fatto si continua a parlare di possibili primarie e di chi dovrebbe guidare la coalizione.
Partita persa, dunque? Nemmeno per sogno. Siamo solo al primo tempo, anzi a Sesto San Giovanni, anche se con assurdo ritardo (in quattro anni non si è steso lo straccio di un programma comune), si è solamente scesi in campo per riscaldarsi. Convincere i sestesi a cambiare rotta, dopo nove anni (a breve dieci) di centrodestra è possibile non solo perché questa amministrazione ha innegabilmente peggiorata la città (basti pensare alla sicurezza, tanto sottovalutata per anni e diventata, guarda caso cavallo di battaglia a un anno dalle elezioni), bensì per un progetto politico concreto. Servono proposte, in questo caso sul mondo del lavoro. Se vengono messe sul tavolo con convinzione e non raffazzonate all’ultimo momento, ecco che il campo largo acquisirebbe credibilità. Se invece si preferisce sedersi a un tavolo con la superbia delle percentuali, allora si è capito poco o nulla di cosa vogliono i sestesi. In città c’è malcontento, l’occasione per l’alternanza è a portata di mano. Stare a litigare sulla leadership e non su una sintesi vincente sarebbe da folli. In questi casi chi ha i numeri dalla sua parte non deve farli pesare, quanto metterli a disposizione per incrementarli come coalizione e arrivare al successo. Il tempo corre ma, seppure agli sgoccioli, ce n’è ancora. Basta tergiversare, è ora di cambiare passo e dimostrarsi responsabili per il futuro della città.
Federico Caviglia
