4 anni di ascolto Ora raccontiamo i nostri progetti
Esattamente cosa significa ascoltare la gente? A questa frase si possono dare più significati e quello che a mio giudizio in politica può apparire il più banale è di andare in mezzo alle persone per recepire i loro malumori, dissensi e farli propri. Già, perché così è un attimo rischiare di cadere nel populismo, quando invece la politica non deve accontentare la massa a secondo del singolo momento, bensì andare oltre, avere una visione del futuro Non c’ nulla di peggio che il vivere alla giornata: è il primo presupposto per fare il male di una comunità, di una città o di una nazione. La politica non è una bandieruola che sventola di qua e di là a seconda di dove tira il vento, ma qualcosa di decisamente più nobile che va rispettata. Da qualche settimana come Cittadin* Sestesi stiamo allestendo dei gazebo nei vari quartieri.
Lo dico subito a scanso di equivoci per i soliti che si affretteranno a commentare: “Vino si candida a sindaco e ora va in piazza”. Niente di più falso. Vino non è mai andato via dalla piazza. Cinque anni fa, il giorno dopo le ultime amministrative, che hanno visto la conferma di Roberto Di Stefano, io ero già impegnato a fare politica con la gente e per la gente. Non sono mai andato in letargo, al contrario di tanti altri, che spesso occupano perfino cadreghe in consiglio comunale. Non mi sono riposato per quattro anni e adesso mi sveglio chiedendo la fiducia ai sestesi. Questo è atteggiamento che appartiene ad altri.
I gazebo di queste settimane sono stati pensati proprio in rapporto a questi quattro anni di impegno politico che non è mai venuto meno. Insieme ad altre persone, mosse dalla mia stessa passione e dall’amore per la nostra città, abbiamo pensato a come ridisegnare e rilanciare Sesto San Giovanni. Abbiamo fatto progetti, studiato la loro fattibilità e il loro impatto e alla fine è emersa l’idea che abbiamo della Sesto del futuro. L’allestimento di questi gazebo è per presentare ai sestesi le nostre proposte alternative a chi ha guidato la città in questi ultimi nove anni.
Solamente dopo abbiamo ascoltato l’opinione della gente, ma partendo da quanto noi abbiamo pensato per Sesto. Per noi ascoltare è questo: non recepire tutto quello che ci viene detto per i vari (e a volte anche comprensibili) mal di pancia, quanto per sapere se possono arrivare spunti per migliorare. In sintesi: noi raccontiamo la nostra idea, dimostrando che non critichiamo solamente, ma proponiamo delle alternative reali, mettendo i cittadini nelle condizioni di scegliere. Possono anche non piacere le nostre proposte, è legittimo, ma noi lavoriamo su quelle. Se arrivano riflessioni interessanti per svilupparle meglio siamo ben lieti, ma non abbiamo intenzione di stravolgerle. Candidarsi ad amministrare una città significa credere nella forza delle proprie idee e non assicurare che accontenteremo ogni tiramento.
La passione che ci metto, e che ci mettono i miei compagni di lista civica, fortunatamente la sto riscontrando anche tra la gente. È iniziato un bellissimo percorso e le tante persone che vengono ad ascoltarci ci fanno ben sperare che i sestesi abbiano voglia di tornare a essere i veri protagonisti.
