Giorni di sedute per chi vive di servilismo
POLTRONA DEL DENTISTA
“Anche se alla una mucca dai da bere del cacao, non ne mungerai cioccolato”. Così si esprimeva Stanislaw J. Lec , stufo di certi prezzemolini, gente che dopo aver divorato un sillabario pensa di dare lezioni a tutti. Sui social ce ne sono, anche se fortunatamente non sono la maggioranza. Sono simpatici come la sabbia nelle mutande e, guarda caso, sono sempre al servizio del Re. Non riescono a trattenersi, sono per natura servili e senza spina dorsale, ormai distrutta dopo le tante prostrazioni. Rappresentano, quell’umanità adulatrice di natura. Loro lo sono indipendentemente dal tornaconto, che comunque spesso c’è anche se non appare. Sono catalogabili a quelli che hanno fatto proprio inconsciamente o coscientemente, il motto che Leo Longanesi, su pressione di Starace capo del Partito Fascista, aveva coniato per il Duce in un momento di difficoltà. Il nano ghiacciato, come piaceva definirsi il giornalista di Bagnocavallo scrisse: “Mussolini ha sempre ragione”. Una frase sardonica che fu colta in pieno dal dittatore fascista. Ma loro, non conoscendo e non capendo, ricorrono al cortigianesco per sopravvivere alla loro triste esistenza. A questi novelli maestrini dalla matita blu, un cinque sei ore giornaliere dal dentista per una decina di giorni, non guasterebbe. Importante che sia senza anestesia e sotto un potente trapano.
