La poltrona del sindaco Di Stefano? Nel centrodestra la sognano in cinque
Ma nel centrodestra cosa sta succedendo? Dopo due mandati, Di Stefano è giunto al capolinea, soltanto che invece di lavorare per lasciare la città nelle mani di qualcuno che possa raccogliere la sua eredità (a dire il vero scarsa, anzi scarsissima) l’attuale sindaco pare solo impegnato a parlare sui social di stranieri che delinquono in giro per l’Italia, confermando che la sua attenzione è da tempo ben lontana dai problemi che affliggono Sesto San Giovanni ed è ben concentrata sul prepararsi una strada per il suo personale futuro a livello regionale (nazionale sarà più difficile, non è considerato un nome su cui la Lega crede così fortemente).
Ecco allora che il trono vacante fa gola a molti, anche se tutti negano in perfetto stile Pinocchio, per timore di essere bruciati o boicottati. E nel frattempo gli aspiranti candidati fanno a gara per mettersi in mostra usando i social e ogni altro mezzo lecito. Di certo sogna di fare il sindaco l’assessore Antonio Lamiranda, di professione avvocato che al confronto spesso preferisce la minaccia di una querela. Non certo il modo migliore per mostrarsi disposto al dialogo e anche alle critiche (e sì, in democrazia chi fa politica ne è soggetto), ma tant’è. E a proposito di giunta, dopo un silenzio piuttosto lungo è ricomparso all’improvviso sui social anche l’assessore Marco Lanzoni con una raffica di post e di video in cui sembra che per lui esista da sempre solo Sesto San Giovanni. Probabilmente aveva smarrito le password per entrare in facebook e l’avrà ritrovata. Il terzo assessore che ambisce alla poltrona di sindaco è Giovanni Fiorino. A onore del vero va detto che il suo modo di comunicare è meno “invadente”, quasi non volesse stancare tutti ancor prima di iniziare la campagna elettorale. O forse sa che su di lui grava la mannaia di una città sporca e di un verde che lo si trova con il contagocce, mangiato com’è dal cemento. Sicuramente sarà quello che al suo interno dovrà guardarsi di più le spalle perché come si dice: “il lupo perde il pelo, ma non il vizio” e nel suo partito di arrivi con cambi-casacca ce ne sono stati parecchi.
Abbiamo anche un quarto incomodo ed è il presidente del consiglio comunale Davide Coccetti. Costui ha di certo meno visibilità del terzetto di assessori. Ci verrebbe da dire anche meno carte da giocare, cosa può dire: “Ho fatto molto bene il compito di presidente del consiglio?” (peraltro cosa non vera). E allora cosa fa? Il perfetto scudiero del sindaco e suoi social riprende solamente quanto posta Di Stefano, sperando di vivere di luce riflessa. D’altronde non è un segreto che Coccetti è un prodotto della lista Di Stefano e che ha una sorta di venerazione per l’attuale sindaco e per la sua ex moglie Silvia Sardone, disposto a seguirla in ogni sua iniziativa. Insomma, la personalità si può dire che scarseggia, molto meglio andare a traino. Infine un nome che ogni tanto compare come possibile candidato sindaco è quello di Giuseppe Nicosia, presidente della casa di Riposo Pelucca, che però pare decisamente il meno accreditato. La fondazione negli ultimi tempi non ha certo brillato per lungimiranza e organizzazione e il suo nome è stato più volte messo sulla graticola. Chi si spenderebbe per lui, in questo momento?
